18 aprile 2017 ore 18:30
Appartamento Lago - via Brera 30 Milano
 

Social Eating o Delivery?

Dalla cena a domicilio alle cene condivise: nuovi trend del cibo di qualità senza accendere i fornelli

Matteo Sarzana – General Manager Deliveroo Italy
Elena Bisio – co-Founder Foody
Valentino Infuso – Teatro in Polvere
Giovanni Tomarchio – Delizialy
Cristiano Rigon - Gnammo
Nicolò Grosoli - Marketing Manager Just Eat
Moderati da Anna Prandoni

E' maturo il mercato del Food Delivery in Italia? Come si costruiscono e funzionano le principali piattaforme del Cibo online? Quali sono le forme di Social Food e di incontro tra cuochi amatoriali e appassionati di cene sociali e quanto in questo caso esiste interazione tra food delivery e social eating?  A moderare è Anna Prandoni, che apre con una domanda a Matteo Sarzana di Deliveroo: Quali sono i numeri di Deliveroo e del Food Delivery in Italia? Sarzana spiega che il fatturato raggiunge i 100 milioni in Italia con sorprendenti tassi di crescita del 25% al mese. I Cibi più ordinati sono pizza, sushi e cibi poco casalinghi, ma il trend si sta spostando su gusti più  quotidiani e salutari come la consegna di centrifugati. Ormai diffusa la distribuzione geografica: le grandi città soprattutto del nord fanno la parte del leone, ma anche città universitarie e centri più piccoli come Piacenza sono una piacevole sorpresa con tassi di crescita e numero di ordini molto alti.

Gli ospiti di Tavola Spigolosa del 18 aprile

Anna Prandoni, direttrice di TS

Matteo Sarzana, Gen. Manager Deliveroo Ita

"A Roma è stato difficile spiegare e attivare servizi che non c'erano, mentre realtà come Firenze, con molti stranieri residenti e un territorio più gestibile è subito esplosa." Uno dei temi complicati invece è la logistica della consegna: "Deliveroo impiega biciclette e bikers, con molta attenzione alla sicurezza, cercando di tutelare al massimo i lavoratori su due ruote, ma anche le consegne con auto in alcune situazioni non sono escluse.

A Nicolò Grosoli di Just Eat Anna Prandoni chiede:" Qual è la differenza tra il vostro servizio e gli altri? Quali sono i ristoranti che hanno più successo e perchè?". Grosoli risponde che  gli Italiani mangiano 90 volte al mese: c'e spazio per tutti i competitor, anzi sarebbe auspicabile che si faccia veramente rete per sviluppare i servizi tutti insieme con beneficio diffuso. "Il modello di Just Eat è nato in Danimarca, diffondendosi poi in Inghilterra e oggi consegna per  6000 ristoranti in Italia: dall'Hamburger alla pizza, ma anche l'onnipresente healty food. Il problema del digital divide italiano esiste: ancora il 50% degli ordini italiani avviene per telefono: la sfida è digitalizzare il cliente per migliorare il servizio a cui può accedere".

Nicolò Grosoli, Marketing Man. di Just Eat

Molti i meccanismi messi in campo per cercare di affiancare il cliente poco avvezzo all'acquisto online. Molti studenti, che sono ottimi clienti, non utilizzano carte di credito, oppure i servizi per le aziende sono ostacolate dalle procedure con buoni pasto e metodi di pagamentosimili: molte sono le azioni che si stanno sviluppando e  studiando per superare questi gap, con accordi particolari soprattutto in ambito business, ma il segreto rimane l'aumento di digitalizzazione e di fiducia online del cliente.

Giovanni Tomarchio racconta invece il modello di riferimento di Delizialy:  andare al ristorante ma con una idea di serata personalizzata, attraverso l'interazione con Chef e ristoranti gourmet che condividono con i clienti esperienza particolari, sia con tavoli privati che in modalità "social eating".  "E' come tornare all'esperienza degli antichi Monsù:  cene fuori carta, particolari, con scelte precise e un Social Marketplace che serve ai ristoratori per garantirsi dai no show e per fidelizzare una nuova clientela.

Giovanni Tomarchio, di Delizialy

Elena Bisio, Foody Experience

Cristiano Rigon di Gnammo, ci racconta invece l'ottimo exploit della piattaforma oggi più diffusa in Italia per il Social Eating: gli Italiani spendono 76 miliardi per mangiar fuori (dati 2016), vincendo un po' la diffidenza, c'è grande possibilità per le cene con nuovi amici.  Gnammo raduna chi vuole avere una esperienza di condivisione privata con commensali sconosciuti. Il 66% ripete l'esperienza, spesso connotata da buona qualità, socialità e prezzi abbordabili. Il sistema di reputation on lilne  di community internet monitora naturalmente la qualità e la positività delle serate. Le grandi città sono protagoniste, anche se il problema più grande non è la geolocalizzazione, ma (ancora una volta)  la renitenza degli Italiani all'utilizzo, anche per i pagamenti, delle risorse online.

Cristiano Rigon, co founder di Gnammo

Con Elena Bisio approfondiamo un modo alternativo di fare Social Eating: ci racconta la piattaforma Foody per le esperienze gastronomiche sul territorio con  produttori, chef specializzati o cuochi amatori del posto che raccontano un territorio amico. Le vacanze enogastronomiche coinvolgono il 40% degli italiani ed ovviamente gli stranieri interessati sono moltissimi. C'è commistione tra l'esperienza di Social Eating "privata" e la ristorazione, non necessariamente una esclude l'altra.

Gnammo sostiene il cliente (che può essere amatoriale, ma anche costituito da ristoratori professionsiti che intendono approfittare di occasioni di Social Eating),  occupandosi di tutta la parte amministrativa e di marketplace, richiedendo un 12,5% sugli incassi,. La recente legge sul Social Eating in realtà non fa paura: sia i limiti ai coperti che agli incassi, sono in linea con le cifre in possesso di Gnammo, almeno per quanto riguarda le vere e proprie esperienze di Social Eating non professionali.

Valentino Infuso di Teatro in Polvere ci porta invece nel mondo della drammaturgia legata ai temi gastronomici. Teatro e cucina insieme in una pièce dove si mangia (e anche bene, ci assicura). Una quarantina di spettatori interagiscono durante una cena con 4 attori tra giochi di  ingredienti e tempi teatrali. Danza, canto, pasta di pane che si trasforma farina che esplode sul pubblico in un susseguirsi di fascinazioni in cui il Social Eating è al servizio dell'arte drammatica, del divertimento e di una serata decisamente fuori dal comune (teatroinpolvere.it).

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CREDITS

Naomi Stern -  Live Twitting e Digital Coverage

Emanuela Roncari - Foto

Linda Turri - Inviti e Digital Coverage

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Valentino Infuso di Teatro in Polvere

Pensiamo una sera di non avere tempo o voglia di cucinare, ma di desiderare comunque una cena condivisa, conviviale e soprattutto più buona possibile. Le strade sono due: invitiamo qualche amico, ordiniamo del buon cibo on line e attendiamo comodamente seduti che qualcuno ce lo consegni, oppure decidiamo di uscire e condividere l’esperienza del Social Eating: tavole condivise con chef più o meno casalinghi che deliziano il palato di persone che si conoscono all’atto stesso di mettersi a tavola. In questa puntata  lo “Spigolo”, curato da Andrea W. Castellanza, che introduce il tema della serata, si occupa di Social Food, tra il desiderio di condividere una cena tra nuovi amici e le mille e uno risorse che nel mercato del food delivery italiano si stanno diffondendo, tra problemi legislativi e regolamentari, digital divide e abitudini culinarie tutte italiane.

Il fotoracconto della serata

Foto di Emanuela Roncari

#tavolaspigolosa su twitter è tra i top trend italiani (al numero 2!) con 219 tweet durante la serata e quasi 400.000 impression.

Su FACEBOOK i post della diretta su 1Ricettalgiorno hanno raggiunto circa 10.000 utenti (4.500 circa con le dirette e 5000 con i post correlati).

La seconda parte della serata ha visto ancora protagonisti Marcello e  Marco De Gasperi e le loro Cocktails Machine, vere e proprie magiche creatrici di ottimi cocktail assaggiati dai presenti insieme a Grana Padano, che con le sue degustazioni di Grana Riserva, seguirà tutte le Tavole Spigolose del 2017.

Potete trovare qui  o nella sezione "Per le Aziende" i contenuti della presentazione di Cocktails Machine e della degustazione di Grana Padano.

La degustazione

Intervista a qualche protagonista di Tavola Spigolosa

La Tavola Spigolosa

si è tenuta

nell'appartamento LAGO

in via Brera 30 a  Milano