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3 maggio – QUALI SOCIAL PER RACCONTARE IL CIBO?

Alla scoperta delle piattaforme digitali che ci sono o ci saranno per comunicare il mondo dell’alimentazione

RELATORI:
Cristina Scateni, Digital strategist
David Mammano, esperto di nuovi media e comunicazione digitale
Orazio Spoto, organizzatore comunità Instagramers Milano
Elisa Pella, curatore di #stelleritalia su Steller

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Creare valore dal rumore 

Prendo in prestito il titolo da uno degli slogan più usati da uno dei nostri speaker, per riassumere quello che mi sembra l’aspetto più significativo messo in luce nell’ultima puntata di Tavola spigolosa.
L’importanza dei contenuti, il cambio di rotta per tutti noi che comunichiamo, la centralità di chi ci legge/ascolta/guarda e del messaggio che riusciamo a fargli arrivare, ma soprattutto a quello che riusciamo a far riportare verso di noi.
Ma anche la possibilità di essere dei ‘filtri’, in grado di sondare fin nel profondo la rete e di pescare solo ciò che ha, appunto, valore, ovunque sia nato, ovunque sia stato pubblicato e chiunque ne sia l’autore.
Una strada tortuosa, che ancora non ci svela l’arrivo, ma che è sicuramente molto affascinante e sorprendente.
Ma quindi quali sono i social che più di altri ci aiutano nell’impresa di raccontare il cibo?
Per Orazio Spoto è sicuramente Instagram: il fondatore della community Intragrammers ci ha innanzitutto svelato l’origine del nome di questo social fotografico.
Instant per istante, perché è il tempo che ci si impiega ad applicare un ‘preset’ al nostro scatto, e gram da telegramma, ossia la didascalia che il social network permette di applicare all’immagine. E abbiamo anche scoperto che il preset più usato è #nofilter, ma non perché le foto non vengano editate prima di essere pubblicate, ma semplicemente perché la maggior parte degli utenti le edita con altri programmi o altre app prima di postarle su Instagram.
‘Su Facebook e Twitter sei tu senza regole, mentre su Instagram sei la tua passione, qui c’è spazio per te e le tue competenze. Verticalità è la parola chiave per l’utilizzo di questo social network. Importante ricordare di utilizzare correttamente tag e mention… perché gli elementi testuali fanno la differenza fra racconto di semplice food e vero cibo.’
David Mammano è il più giovane speaker di #TavolaSpigolosa ma affronta il tema del digitale da un punto di vista affascinante e alto: ‘Stiamo vivendo con il digitale un momento di rivoluzione, sta cambiando l’intero ecosistema della comunicazione. Noi siamo la rete, un sistema reticolare digitale che consente di dare voce e generare narrazioni di senso e valore. Come prima di Gutenberg, dobbiamo accorciare le distanze per un’informazione reticolare.
Tempo ed esperienza sono i due valori da tenere ben presente per lo sviluppo della comunicazione digitale.’

Perdiamo valore in quanto giornalisti ma lo acquistiamo in quanto creatori di rete, dunque? Per David il lavoro del giornalista sta cambiando, ed ora è come un dj, che seleziona, mixa, cerca e restituisce contenuto su ogni media a disposizione. E, perché no, magari riesce anche a dare un senso e una struttura a contenuti generati grazie al suo lavoro dai suoi stessi lettori.

La palla passa poi a Cristina Scateni, digital strategist, chiamata a fare luce su questo lavoro nuovo e un po’ oscuro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

‘Il digital strategist è la portinaia intelligente dell’azienda, che deve conoscere bene le dinamiche e le posizioni interne per fare in modo che la strategia digitale sia coerente ed efficace. Spesso, prima della strategia digitale serve formazione interna per l’azienda cliente. In un buon marketing mix non possono mancare gli strumenti digitali e del web, noi aiutiamo a capire quali e come usare’.

Cristina rilancia facebook, come strumento di comunicazione ma anche come efficace mezzo di targettizzazione e di promozione, se usato correttamente e con una segmentazione fatta bene, targettizzando finalmente non solo con criteri consueti ma anche per interessi. E rilancia anche la newsletter, tornata di gran moda come strumento più diretto e intimo, rivolta ad un target specifico nel momento di massima attenzione, da usare come filtro per lanciare e selezionare i contenuti.
Che per lei rimangono il fulcro, l’asse portante di tutta la strategia:
1. Contenuto curato e creato con attenzione al tipo di target e di social network
2. Customer journey monitorato
3. Obiettivi chiari e misurazione dei risultati.

E a tal proposito lancia il nuovo obiettivo delle persone che fanno un lavoro come il suo: se con la comunicazione tradizionale ti bastava creare la strategia, adesso probabilmente si dovrà integrare sempre di più con l’obiettivo di vendita, immediatamente misurabile con l’e-commerce che tante aziende stanno approcciando. Insomma, nell’era numerabile, anche la comunicazione è direttamente correlata ai numeri di vendita sviluppati online.

Elisa Pella ha una vera vocazione fotografica, e la esprime quotidianamente su Instagram. Ma è su Steller che ha trovato il social perfetto per raccontare cibo e viaggi.
‘Steller e la versione evoluta di instagram, e permette a tutti di raccontare la propria storia. E’ un social di storytelling fotografico, video e testuale, dove la qualità del contenuto iconografico è fondamentale per la buona riuscita della Steller story.
Su questo social network il mix di foto e video è la scelta più interessante per raccontare il cibo, ma il livello estetico deve essere altissimo per avere successo. Le foto sono sempre editate ed è necessario spendere un po’ di tempo per realizzare storie apprezzate.
Quello che mi spinge è il desiderio di essere letta oltre i confini nazionali, quindi scrivo in inglese le mie storie.’
Cosa non banale, che potrebbe anche aiutare a portare il racconto del cibo italiano fuori dai confini nazionali.

Ma Elisa ci ha anche offerto un nuovo spazio di condivisione online, che ha appena iniziato ad usare:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non si poteva chiudere senza parlare dell’ultima perversione adolescenziale, che sta coinvolgendo sempre di più anche i non-millennial.
Ed è partita la strenua difesa di Snapchat: David se ne è fatto portavoce ‘Offre agli utenti la possibilità di condividere storie veramente autentiche, snapchat è un’esperienza che coinvolge nel profondo. E’ hic et nunc: e i social network sono il nuovo Omero.
E’ perfetto per raccontare le anteprime, il dietro le quinte, e deve essere utilizzato per amplificare le esperienze, solleticare l’inconscio e – spesso – per giocare.’
Ed ecco le regole auree per utilizzarlo al meglio:

Regola nº1: snapchat è il qui e ora, puro live
Regola nº2: in 24 ore dici addio a quello che hai pubblicato!

La conclusione è lasciata al relatore più giovane: e David non delude, con le sue frasi che sembrano fatte apposta per un tweet.
Mobile is the new web.
E noi, lì vi aspettiamo.

Come sempre grazie ai nostri partner tecnici, che ci regalano il meritato aperitivo finale, Grana Padano, Zafferano, Urbani Tartufi, Bonarda perfetta Oltrepò Pavese, e ai due gruppi di studenti che rendono Tavola ancora più bella. I ragazzi dell’Istituto Alberghiero Giovanni Falcone di Gallarate e le ragazze del Master in comunicazione digitale del Sole 24 ore, che anche in questa occasione hanno fatto diventare #tavolaspigolosa Trend topic su Twitter. Stavolta al primo posto. #modestiaAparte